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Ultima modifica: giovedì, 5 Maggio 2016

Salve a tutti, qui potete trovare tutte le info più importanti che riguardano le attività della scuola secondaria di 1° grado di Majano. Navigate pure 🙂

 

Così, incuriositi, si misero a leggere:

“Cari ragazzi, questo lungo viaggio vi ha fatto scoprire luoghi bellissimi del nostro pianeta, ma soprattutto avete imparato il valore dell’amicizia, del volersi bene, dell’aiutarsi l’un l’altro. Avete imparato a costruire qualcosa insieme: questo viaggio, questa ricerca: ecco il vero tesoro!

Questi posti bellissimi: dovete averne cura, così come dovete aver cura delle relazioni umane, delle persone.

Caro Jack, cara Lara ecco una chiave: con questa potrete aprire lo scrigno che conserva denaro, oggetti preziosi, tutto ciò che voretei, ma, aprendolo, condannerete l’umanità a inseguire questi obiettivi: denaro e successo.

Oppure potete disfarvene e sperare che i ragazzi come voi capiscano che la vita può essere rivolta a prendersi cura di altro: le persone, ad esempio,oppure il nostro caro mondo!. Pensateci ragazzi!

Più tardi, mentre camminavano a braccetto lungo la spiaggia, Jack trasse di tasca quella chiave e, facendola mulinare in modo che acquistasse forza nel lancio, la scagliò lontano nel mare.

Salutarono insieme la fine di un nuovo inizio…

 
…il piazzale nella città, dove c’era un grande ulivo. Cercarono ogni indizio
che li potessero aiutare ma niente, zero!!!! Jack, preso dalla rabbia e dalla
stanchezza, calciò il tronco con una forza mostruosa. Subito dall’albero
cadde una piccola pergamena tutta arrotolato da un nastrino rosso.
Lara gli disse:
“Dovresti arrabbiati più spesso!!!”
Jack lesse il contenuto e restò di stucco…
 
 

I due, presi com’erano dall’idea di partire al più presto, non ebbero tempo di trovare un albergo per la notte, allora si fermarono a dormire in spiaggia.

Durante la notte Lara sognò un’onda buffa che si muoveva come una ballerina e sapeva parlare. L’onda le disse:

Trova la conchiglia dorata prima che il mare se la porti con sé. Lì troverai l’indizio mancante”.

La mattina la fanciulla si svegliò e velocemente si immerse in acqua, trovò l’oggetto marino prima che arrivasse la spuma.

La guardò attentamente e vide che al suo interno c’era inciso un albero e un numero: 4000. Così si incamminarono verso...

   
 
 

Quando arrivammo non credemmo ai nostri occhi : il sole brillava nel cielo terso, facendo sembrare l’acqua uno specchio di cristallo.

Le onde con dolcezza e delicatezza arrivavano sul lungomare, si distendevano trascinando con loro la sabbia e poi si ritraevano portando con loro i piccoli tesori che celava il mare.

Io e Jack ci sedemmo sulla sabbia non troppo vicini all’acqua ma abbastanza da farci accarezzare i piedi dalla schiuma delle onde.

Chissà se qui troveremo qualcosa…” sospirò lui.

 

Speriamo, se no avremmo fatto tutta questa strada invano!” risposi.

Beh, non del tutto invano, abbiamo visitato alcuni dei posti più belli al mondo, e secondo me siamo solo all’inizio di questa avventura !” mi disse fiducioso.

Hai ragione e poi.. ecco.. non so come dirtelo, ehm, siamo diventati più amici non trovi ?” appena pronunciai queste parole sentii come una stretta allo stomaco, non avevo mai provato questa sensazione, ma in fondo non era tanto brutta.

Subito dopo Jack mise la sua mano sopra la mia, ci girammo uno verso l’altro e lui mi baciò !

All’inizio ne rimasi sorpresa, ma poi sempre tenendoci per mano appoggiai la testa sulla sua spalla, rimanemmo lì per un po’ a guardare il tramonto, si era fatto tardi.

Lentamente Jack si alzò mi prese per mano e mi portò in acqua, lì giocammo un po’ schizzandoci e saldando le onde.

 

 

Quando uscimmo proseguimmo con la caccia al tesoro, ma anche questa volta non trovammo niente.

Allora estrassi dalla borsa la mappa… era apparsa una nuova tappa: Samos in Grecia.

Oh no !” esclamai preoccupata !“ il volo per Samos da qui parte soltanto domani pomeriggio e non abbiamo abbastanza soldi per comprare i biglietti e soggiornare in un albergo, dove passeremo la notte ?”…

 

Eccoci arrivati!

ISOLA DI ST.NINIAN.

Corremmo in spiaggia, come indicato dalla mappa: che mare! Immenso, sconfinato, bellissimo!

Solo i cavalli ci tenevano compagnia, docili, mansueti, sereni e calmi come tutto lì attorno!
Più lontano le scogliere precipitavano tra le onde.
Gli isolotti verdi e rocciosi spuntavano tra l’azzurro

e la sabbia bianca era così piacevole da calpestare.

BELLISSIMO!!!

Era bello stare in quel posto, sembrava magico.

Ma dov’era il tesoro?

Cercammo ovunque.N-U-L-L-A.

Così consultammo di nuovo la mappa.

Diceva:

Parco Naturale di Cabo de Gata – Spagna…

Traghetto, treno e aereo: immediatamente ci arrivammo.

 

 
 

Un motorino rosso fiammante

Scarpe nuove

Magliette firmate

Un coltellino

Dieci paia di jeans

Un bracciale rosa decorato con diamanti

Una bussola

Un cellulare ultimo modello

Una bicicletta

Una piscina all’aperto

Una piscina al coperto

Un trattore

Una lente d’ingrandimento

Un orologio

Un campo da basket

Un campo da calcio

Un…

 
 

A quel punto mi fermai a riflettere: cosa poteva indicare? Ma certo! In quella biblioteca, ogni pomeriggio, si esibiva un bravissimo illusionista. Probabilmente il libro ci voleva condurre al suo bancone per trovare la prossima parte del tesoro. Vagando nel buio che avvolgeva le scale raggiungemmo il piano superiore dove un cono di luce illuminava il cosiddetto “tavolo del mago”.

Udimmo una piacevole melodia che, man mano che ci avvicinavamo, diventava sempre più forte. Ancor prima che ci potessimo scambiare sguardi confusi, sopra la superficie comparve una piccola arpa in legno d’acero che suonava da sola, come se avesse una vita propria. Non so per quale strano motivo, ma Jack si “ipnotizzò” dinanzi a quello strumento e dopo una manciata di secondi iniziò a cantare: “Ingegnati picciriddu, fatti forza e vai sempre avanti col sorriso. Solo così troverai le quattro parti in cui il tesoro è diviso”.

Improvvisamente si materializzò una mappa su cui era disegnato un tracciato che conduceva a quattro tappe diverse. La prima non si trovava molto distante dalla nostra città: si fa per dire!

ISOLA DI ST. NINIAN.

Isola di St.Ninian???!!!… Ma, ma… dobbiamo andare fino alle isole Shetland!!!!!” urlò il mio compagno di ventura.

 

 

Fa freddo, noooooooooooooooooooooooooooooooooooo. Non è la…la… Sicilia!” protestò “Mi dispiace no, non posso andare oltre!” continuò “il picciriddu”.

Eddai, su, pensa: si tratta di un tesoro! T-E-S-O-R-O!!! Tipo quello dei pirati: tanti tanti tantisssssimi soldi!!!! Faremo a metà, dai, accompagnami!”

Lo pregai, lo supplicai, lo implorai, lo scongiurai e alla fine…

Eccoci in treno, destinazione Aberdeen, in Scozia, dove ci aspettava il battello per le mitiche isole Shtland.

Non vi racconto del viaggio: fu tutto un fantasticare di ciò che ci saremmo comprati con tutto quel tesoro.

Ecco un elenco da sogno:

 

L’intestazione diceva:

Se il tesoro nascosto volete trovare, vi dovete sbrigare. Il tempo a disposizione vola via e voi poveri umani credete sia tutta magia. Pensate di vivere in un tempo eterno ma ciò che è prezioso perirà come d’inverno”.

   
   
   
 
 

Lo presi per il polso e uscimmo di corsa dalla casa.

– Lara, dove stiamo andando? – chiese assonnato con un filo di voce.

– Lo scoprirai presto! – ribattei. Vagammo a lungo per i vicoli di Manchester quando finalmente giungemmo dinanzi alla più antica biblioteca della città, il luogo precedentemente sognato.

 

– Mi spieghi perché siamo venuti qui? – mi domandò Jack piuttosto confuso, evidentemente quell’enorme edificio gli creava parecchia inquietudine.

– Il mio sogno! Era ambientato in questa biblioteca, – risposi – mi ci portavano sempre da piccola. Forse troveremo qualcosa. –

 

Detto ciò varcammo l’ampia soglia che ci separava da un mondo completamente diverso: “IL MONDO DELLA LETTERATURA”. Ci guardammo intorno con la stessa curiosità di un bambino in un negozio di giocattoli: pareva tutto così misterioso. I nostri sguardi caddero però su un piccolo angolo della biblioteca isolato dal resto, come se non centrasse nulla, con una vecchia poltrona. Ci avvicinammo ulteriormente e notammo un libricino posato a terra: era molto sciupato e le pagine rimanevano a stento attaccate alla copertina di cuoio. Jack si chinò per raccoglierlo, lo aprì e si bloccò di scatto.

 

– Jack, che succede? – domandai un po’ preoccupata. A quel punto si girò verso di me con aria soddisfatta.

– Leggi questa pagina. – mi disse e io feci come mi era stato chiesto. Non potevo credere ai miei occhi!

     
 

…con un cenno della testa.

Prima di andarcene dal negozio di antiquariato io e Jack comprammo il carillon, il primo indizio da seguire. Ci incamminammo verso casa di Jack, la sua stanza era piena di mie foto, quasi inquietante, ma non avevo il tempo per le domande imbarazzanti, c’era un tesoro da trovare. Restammo svegli tutta la notte, o almeno quasi, dato che mi addormentai mentre Jack mi raccontava meglio il suo ricordo delle vacanze al mare e in quel preciso momento feci un sogno che mi aprì la porta ad una nuova pista investigativa. “Jack! Vieni, corri” gli urlai esaltata per quello che gli avrei raccontato…